Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Prime piogge autunnali …

I discepoli conoscevano Gesù come amico e maestro, come guaritore e occasionale operatore di miracoli, come uomo pieno di grazia e verità. Quando li invitò a seguirlo, difficilmente avrebbero potuto immaginare che cosa sarebbe stato loro chiesto di credere su di lui, che cosa, col tempo, avrebbero avuto il glorioso privilegio di credere. Dopo la sua risurrezione dai morti ricordarono e misero per iscritto ciò che Gesù aveva insegnato loro. Ora le sue parole vennero interpretate alla luce di eventi del tutto imprevedibili, che tuttavia, quando si verificarono, confermarono tutte le profezie. Il ritorno di Gesù dai morti superò i più forti limiti delle aspettative. Allora Nicodemo deve aver compreso che davvero poteva portare occhi nuovi a una luce più pura, nuova vita a una realtà trasformata. I discepoli avrebbero capito che l’uomo per eccellenza, il Figlio dell’uomo, era salito in Cielo per tutti noi. All’improvviso
tutti avrebbero saputo che l’immagine di terrore e di morte, la croce che incombeva su di loro, era un segno e uno strumento di guarigione e di grande speranza. Per quanto tutto ciò debba essere stato stupefacente, per noi sarebbe rimasto il mistero al centro di tutti i misteri, ovvero che — attraverso disorientamento ed errore, attraverso secoli sconcertanti e malgrado il dominio della morte — il Figlio di Dio renderà il suo amore, che dona e sostiene la vita, reale per questo mondo, anche per noi.

Il Vangelo della festa dell’Esaltazione della Santa Croce (Gv 3, 13-17) quello che ascolteremo domenica.

 

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