
Di chi siamo figli? Come si sono formate le città che conosciamo oggi? Che significato può avere un dono fatto da un singolo alle comunità future? E come possono (se possono) i cittadini, davanti agli snodi della Storia, esprimere la loro voce grata? Io, custode della mia città pubblicamente posso dichiarare: chiunque tu sia va pure dove vuoi, domanda quel che desideri; vai via quando vuoi o impegnati come puoi. Ogni città ha uno spazio di alberi, arte, animali, persone, verde, giochi e silenzio. Uno spazio che ha una storia, uno spazio che ha un futuro. L’augurio è che solo conoscendo, guardando, ascoltando e dicendo «grazie», oggi possiamo diventare cittadini consapevoli, impegnati e (chissà) felici nelle nostra città.
Oggi sono di riflessioni che scaturiscono dall’alto del campanile ad oltre 25 mt … tutta un’altra aria …
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