Seconda domenica di NATALE

Il clima celebrativo della Seconda Domenica dopo Natale è molto diverso da quello della notte o del giorno di Natale. L’assemblea liturgica è per lo più composta da fedeli abituali. Malgrado il fascino e il calore tipici del tempo natalizio stiano ormai scemando, la Liturgia ci richiama costantemente al senso autentico del Natale: il Figlio di Dio si è fatto carne, la Sapienza, dono d’amore di Dio, ha preso dimora (Gv 1) nella nostra storia. Dio ha voluto che la sua Parola diventasse carne. Niente di più ardito, misterioso, inatteso. La sua perfezione, grandezza e bellezza che assume la carne umana, con tutto ciò che essa comporta. È questo il mistero del Natale. È tutto qui. Ed è straordinariamente grande. Dio prende carne, Dio diventa uno di noi, Dio accetta di ferirsi, di lacerarsi, addirittura di morire per cambiare la nostra vita. Ed è qui la consolazione che il Natale porta ad ognuno di noi. La Parola di Dio è apparsa visibile, tangibile, in forma umana. Gesù è per noi il volto di Dio, l’immagine visibile del Dio invisibile. Gesù è la Sapienza che illumina e salva.
SANTA DOMENICA
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