Buongiorno

Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro (Luca, 24, 15). Il cosiddetto episodio dei «discepoli di Emmaus» (Luca, 24, 13-35) ha un valore ecclesiale importante, dato che mette in scena le coordinate fondamentali nelle quali la Chiesa, appunto, sempre incontra il Risorto: la parola «spiegata» (vv. 25-27) e il pane «spezzato» (vv. 28-31). La presenza del secondo, anonimo discepolo sembra indicare quel «posto vuoto» preparato per il lettore di ogni generazione. È significativo che, mentre il pane viene spezzato nel «rimanere» con i discepoli stessi in un luogo chiuso (vv. 28-29), la spiegazione della parola avviene per strada (v. 15). È qui che la strada stessa diventa immagine e quasi simbolo di quello che avviene tra Gesù e i discepoli: ripercorrere le vicende recenti (vv. 19-24), ripercorrere la storia della salvezza (vv. 25-27) per arrivare al criterio chiave («non doveva il Cristo patire queste cose?», v. 26) con cui leggere tutta la storia, criterio che poi conduce all’apertura degli occhi (v. 31) e alla missione futura (cfr. Luca, 24, 36-49). La comunità dei discepoli che cammina alla ricerca del senso della sua vicenda alla luce del Signore non può che ripercorrere questo sentiero: Gesù cammina con i discepoli ma questi hanno gli occhi «presi» (v. 16) finché non viene loro nuovamente indicato dal Signore stesso qual è il criterio centrale per leggere la propria storia al di là degli «accadimenti recenti», per attingere da questo criterio la conferma della presenza del Signore nella comunità (cfr. Luca, 24, 36-49) e la luce per orientare la direzione in modo da non perdere contatto, per così dire, da questa sorgente.
Anche noi siamo quel discepolo senza nome e dobbiamo cercare di non essere “distratti” stando vicino al Signore che ci parla.
Buona giornata
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