Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Voi siete il sale della Terra … 

e la luce del mondo … 

E se il cristiano perdesse questo gusto? Se vivesse la fede come una grigia abitudine? Se perdesse il sapore di Dio nella sua vita? Il pericolo dell’insipienza è accovacciato alla porta di colui che non accetta la sapienza della debolezza. Lo stolto, infatti, non è colui che soccombe inerme, ma colui che non gusta la forza della debolezza per timore e inutile orgoglio. Lo stesso sale capace di donare sapore è in grado di curare le ferite. Solo dopo aver attraversato alcuni sentieri impervi diventiamo capaci di accompagnare il cammino degli altri. Solo dopo esserci sottoposti con umiltà all’aiuto altrui siamo in grado di tendere una mano a chi è nella prova. Il cristiano, come il sale, è chiamato a curare per poi scomparire nella consapevolezza più profonda che «ciò che muore nutre le radici». L’insipienza sorge da uno sguardo poco fiducioso sul cammino percorso, come se gli imprevisti e le inquietudini non avessero aperto abbastanza la porta della debolezza, entrata indispensabile per colui che desidera guarire altre storie sbagliate con lo stesso gusto che ha assaporato nel farsi rialzare. In fondo la gioia del cristiano è racchiusa nella beatitudine di chi ha imparato a rialzarsi.

Santa domenica …

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