La terza guerra mondiale fatta a pezzi…

Le bugie alimentano le guerre.
Continuiamo la nostra riflessione … Il brano evangelico ci parla dell’adulterio, che insieme alla bestemmia e all’idolatria era considerato un peccato gravissimo nella legge di Mosè, punito con la pena di morte per lapidazione. L’adulterio va contro l’immagine di Dio, la fedeltà di Dio, perché il matrimonio è il simbolo, e anche una realtà umana, del rapporto fedele di Dio col suo popolo. All’epoca era considerato un peccato grave perché si sporcava proprio il simbolo della relazione tra Dio e il popolo, della fedeltà di Dio. Qui comprendiamo che ogni peccato è in relazione non solo tra chi lo commette e chi lo riceve, non solo con il personale rapporto con Dio, ma ha una valenza che ricade su tutti, su tutto il popolo. Il peccato diventa indirettamente un peso anche per la comunità.
Infine vorrei ricordare che il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave della Legge di Dio; distoglie l’uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore. Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: « È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso »
Sono tutti concetti che conosciamo, oggi ci riflettiamo su … e apriamo il Vangelo.
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