Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Se non sei vaccinato, io rispetto la tua libertà, ma anche tu rispetta la mia libertà  e la mia “fragilità di salute”, almeno metti la mascherina FFP2. GRAZIE.

Pensando a mamma il primo sentimento che sgorga dal cuore è un’esplosione di tante parole che cominciano dal  “grazie” al “ti voglio bene”, dal “sei”  al “non ci sono parole”, che escono a cascata, una dietro l’altra, ma le parole hanno bisogno  di concretezza, di gesti veri e significativi ecco: l’abbraccio. 

Mi viene in mente, (lo penso così!) il primo abbraccio tra una madre e il proprio/a figlio/a. Dopo le grida del parto il primo abbraccio, dove la gioia supera di gran lunga il dolore del travaglio; dove le lacrime della sofferenza si tramutano improvvisamente  in tenerezza amorevole. Un primo abbraccio dove la delicatezza diventa maestra d’Amore; dove lo sfiorarsi dei due visi diventano il simbolo del guancia a guancia tra l’uomo e il suo Dio. Un primo abbraccio dove la piccola  manina cerca e trova la mano che riconosce e  stringe, consolidando  una sicurezza apparentemente perduta nel nascere; dove dopo la prima caduta dei primi passi incerti trovano nell’abbraccio della madre la forza di ritentare e continuare. Un primo abbraccio dove nel cammino del crescere umano la  sensibilità e la tenerezza diventano feconda benedizione – come dice il salmista: “Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia”.(Sl 131,2)

Penso a tutti gli abbracci di mamma Maria con il suo figlio Gesù, abbracci “sacramentali” perché profumati di “vino della speranza e olio di consolazione”. E grazie alla mia mamma Maria per tutti i suoi abbracci.

Vi e ti benedico.

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