
Buongiorno. Segue “La leggenda del grande Inquisitore”.
La felicità consisterebbe quindi (per essere autentica) nell’affidare completamente le proprie capacità decisionali ad un potere esterno e nell’identificarsi completamente con le norme di condotta suggerite da questo potere. Solo agendo in tal modo l’uomo potrà evitare l’angoscia di dover mettere continuamente in discussione le proprie scelte con tutto ciò che ne consegue. Quando tutto sembrava andare per il meglio e gli uomini si lasciavano guidare docili come agnelli, ecco che Cristo viene a disturbare; perciò, afferma l’Inquisitore, “se mai c’é stato qualcuno che meritasse più di tutti il nostro rogo, quello sei tu. Domani ti farò bruciare. Dixi.” .
Di fronte a queste accuse, il Cristo non risponde nulla: tace soltanto e bacia l’Inquisitore prima di essere da questi, inspiegabilmente, rilasciato. Il motivo di questo silenzio (che ricorda quello analogo di fronte a Pilato) può essere variamente interpretato: o nel senso che Cristo si rifiuta di esercitare a sua volta un potere, quello della parola, o che “il positivo non parla perché gli basta essere” o, infine, che egli si renderebbe conto che “anche la razionalizzazione dell’esistenza umana costituirebbe una tentazione”.
C’è da “riflettere” … adesso potete rileggere tutta la storia di seguito e … “riflettere” … se Gesù tornasse oggi in questo nostro mondo … tu che faresti?
Lascia un commento