
In questi giorni di festività parrocchiali, solo religiose e senza processioni per la salvaguardia della salute delle persone, visto anche che nella Comunità parrocchiale molti non sono vaccinati abbiamo scelto la strada della PRUDENZA e della RESPONSABILITA’.
Mi consola la lettura di alcuni scritti di Mons. Chiarinelli che mi stò ri-meditando e condivido con voi stamattina questo scritto poetico.
Notturno
Possibile, Signore, che tu ami la notte?
E’ nella notte che crei. Nella notte liberasti Israele. Era notte quando ad Abramo facesti contare le stelle del cielo.
E così allorché parlasti a Samuele, quando la tua Parola era rara.
Anche l’ora del dono supremo che Cristo fece ai discepoli era avvolta di notte, tragicamente.
E si fece notte quando tu, Gesù Nazareno, gridasti sulla croce.
Ma fu ancora di notte – o notte beata – quando dal sepolcro, rotolava la pietra, brillò la luce del giorno nuovo
che non conosce tramonto.
Signore, che ami la notte, a me desta oscuro stupore la notte.
Ma amo gli uccelli notturni, perché nella notte sanno vedere, hanno occhi capaci di penetrare la tenebra fitta.
Di questi occhi oggi c’è grande bisogno.
Tu, infatti, nella notte continui a creare, a parlare, a risorgere.
Continui ad essere la nube luminosa, la tenebra abbagliante.
E la tua notte è sempre beata.
Fa, però, che la mia notte – come quella del primo Lorenzo – non sia oscura, tessuta tutta di nero: se sarai tu ad
abitarla, mi darai anche occhi capaci di riconoscere, nell’oscurità, la luce gioiosa del tuo volto di Padre.
+ Lorenzo Chiarinelli (15 gennaio 2006)
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