Pace e Bene

Il Vangelo della VI domenica del tempo ordinario (Mt 5, 17-37)
«Chi dice al fratello “Stupido” dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice “Pa z z o ” sarà destinato al fuoco della Geenna». Così avverte Gesù nel Vangelo di Matteo. «Lascia il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti e poi torna a offrire il tuo dono». Riconciliarsi, dimenticando ciò che è andato storto, quella parola sbagliata, quel gesto ingeneroso e tutto il silenzio e il gelo che si sono generati a volte solo da un equivoco, da un fraintendimento, dalla stanchezza di essere sempre uno accanto all’altro. Questo è un insegnamento importantissimo, e allora torniamo in quella strada, suoniamo a quel campanello, saliamo quelle scale e troviamo l’umiltà di chiedere scusa, di dire perdonami per la mia disattenzione, il mio
egoismo, la mia stupidità. Trovarsi è bello, ma ritrovarsi lo è ancora di più. A volte davvero i rapporti si incrinano per un nonnulla che forse non sapremmo nemmeno raccontare e spiegare. Ciò che era caldo è diventato ghiaccio, una breve distanza è diventata un fossato quasi invalicabile, l’affetto sincero si è trasformato in una irritazione sorda e cieca. Ritroviamo l’amicizia e la concordia nel nostro piccolo mondo e, se tutti faremo un passo in avanti, quella nuova fiducia cambierà l’ordine
delle cose. Le guerre iniziano e finiscono dentro di noi, nei nostri pensieri, nel nostro cuore: e allo stesso modo iniziano anche fuori, e possono finire in un momento, in un abbraccio.
Serena giornata
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