Pace e Bene

La luce di una candela ha bisogno di essere alimentata. Ieri abbiamo ricevuto una candela molto piccola ed esile per un motivo molto semplice: la candela senza la cera si consuma e la luce si affievolisce e alla fine si spegne. Succede così anche nella nostra vita, personale e comunitaria. Abbiamo bisogno di mettere al primo posto la vita spirituale. È un dato di fatto che il coltivarla diventa un segnale importante di fedeltà per ogni persona consacrata, chiamata a rinnovare la propria adesione al Signore Risorto.
Dobbiamo sempre verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno.
Come non pensare alla parabola delle 10 vergini che sempre ci colpisce per il suo messaggio più profondo: quell’olio che non mi sono procurata, giorno dopo giorno, con il ricominciare nella fede e nell’umiltà, alzandomi dalle cadute e riscegliendo il dono di me, nessun altro potrà procurarmelo e il risultato sarà mancare all’appuntamento più importante della mia vita: il banchetto imbandito per tutti noi dall’amore di Dio Padre .
Abbi cura della tua candela
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