Pace e bene

Il Vangelo della XXVIII domenica del tempo ordinario (Lc 17,11-19).
Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Gesù in questo Vangelo si attende un “grazie” che cambia radicalmente la nostra esistenza. E’ quel “grazie” che riconosce che noi non abbiamo fatto nulla di ciò che vediamo, le cose, gli alberi, il cielo, il sole, l’aria, noi stessi. Assolutamente incapaci di pensare la vita, ne godiamo i frutti, l’essere stesso, ciò di cui abbiamo coscienza, la nostra coscienza, è tutto un regalo; il miracolo stesso ricevuto dal lebbroso si prefigura più ampiamente come una conferma della vita: ti ho fatto una volta e ti faccio ancora! Chissà se mai una volta nella vita avremo il coraggio di pronunciare quel grazie.
Riflettiamo se siamo capaci di donare il nostro “grazie”.
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