Serena giornata

Cominciamo a pensare all’omelia di domenica prossima il Vangelo della XXIII del Tempo Ordinario che ci presenta il brano di Lc, 14, 25-33. e cominceerei così … E poi ci si lamenta che non c’è più religione! Ma per forza dai, cosa si pretende da noi che volentieri andremmo a messa tutte le domeniche, certo magari se dobbiamo andare al mare il Signore capirà: dopo una settimana di lavoro stressante e complicazioni in famiglia forse un’Ave Maria in autostrada potrà bastare; noi che mettiamo la foto del Papa sulla libreria di fianco a quella della nostra famiglia! Noi che ci ricordiamo sempre del triduo pasquale e il Venerdì Santo alle 15, immancabilmente, sulle piste da sci ci fermiamo, togliamo i guanti, recitiamo l’eterno riposo e poi via, sgravati e alleggeriti dal senso di colpa, verso il rifugio a rifocillarci con una bella polenta concia. Mi ricordo di un episodio di un vecchio prete che andò a trovare un marito e una moglie in ospedale perché qualche ora prima era nato il loro primo figlio; salutando e rallegrandosi disse: «Bene avete fatto un corpo, ora dovete farne un anima». Anima e Vangelo le due più grandi fregature che ci possano capitare?
C’è ancora molto da limare … ma questa è la prima stesura …
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