Agosto: Per san Rocco la rondine fa fagotto

Il proverbio “Per San Rocco la rondine fa fagotto” indica che con l’arrivo della festa di San Rocco, il 16 agosto, le rondini iniziano a prepararsi per la migrazione verso paesi più caldi, segnando la fine dell’estate e l’inizio del periodo autunnale, San Rocco, è un santo molto venerato nel mondo cattolico, e il proverbio lo associa alla migrazione delle rondini, un evento naturale che avviene all’incirca nello stesso periodo. Nonostante il proverbio sia legato a San Rocco, la tradizione popolare lo collega soprattutto alla fine dell’estate e all’inizio dell’autunno, con il cambiamento del tempo e il ritorno di temperature più fresche.
L’iconografia raffigura san Rocco con il cappello largo del pellegrino, il mantello a mezza gamba, chiamato poi in suo onore “sanrocchino”, in mano il bordone cui è appesa la zucca per l’acqua; alla cintola il rosario e sul petto una conchiglia per attingere l’acqua, come quella dei pellegrini di Santiago di Compostela; accanto il cane randagio che lo aveva sfamato quando, colpito dalla peste, si era ritirato a vivere in solitudine. Una figura scolpita nell’immaginario dei fedeli dalla devozione popolare che ne ha fatto uno dei santi più celebrati nel Medioevo, anche se oggi il suo culto in Europa sembra appannato, mentre nei Paesi cattolici del Terzo Mondo è tuttora vivo. Forse perchè in Occidente non esiste più la peste nera, il terribile flagello che a metà del Trecento dimezzò la popolazione europea e che fu l’evento che determinò la straordinaria parabola ascendente di san Rocco: un santo che, venuto quasi dal nulla – di lui non si conoscono nemmeno la data di nascita e di morte, lo si iscrive per tradizione all’anagrafe trecentesca della cittadina francese di Montpellier – e senza l’appoggio di nessun ordine religioso, “scalzò” la potestà di ben tredici santi allora invocati contro la peste, e si irradiò dalla Francia alla Germania, nei Paesi Bassi e più tardi in America Latina.

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