Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Santa Pasqua di Resurrezione

”Sepolcro” in greco “mnemeion” che vuol dire memoria, che è la stessa radice anche di morte; sepolcro, memoria e morte hanno la stessa radice; noi abbiamo la memoria tutti che finiremo lì, abbiamo la memoria di chi ci ha preceduto e quindi abbiamo memoria che finiremo lì ed è memoria di morte. Invece questa sera vedremo che questa memoria ormai è piena della luce di colui che ha dato la vita, ha dato sangue e acqua dopo la morte, è solidale con noi con un amore più forte della morte.

Ancora di profumi è pieno, nel Cantico dei Cantici, il giardino. Verrà fuori il tema del giardino, il profumo è segno dello sposo, di Dio, e di profumo anche, di aloe e mirra si profumava l’alcova nuziale.

Il sepolcro in realtà non è il luogo della morte, ma è la stanza nuziale dove il Signore ci insegna l’arte dell’amore, come lui ci ha amato, ed è il luogo dove il cielo si unisce alla terra e Dio sposa ogni uomo, con un amore più forte della morte. E allora la sua entrata nel sepolcro è il venire

incontro ad ogni uomo perduto, perché ognuno lo incontri. E pensate che il sepolcro non è pieno di profumo normalmente; si diceva del sepolcro di Lazzaro, che puzzava. Lì, dunque. È il punto di confluenza del racconto: proprio lì è posto. Aveva chiesto dell’amico Lazzaro: “dove l’avete posto?” Aveva chiesto di Adamo, Dio: “ma dove ti sei messo?

Ora questo sepolcro, ormai, è pieno di profumo, cioè è vinta la morte, c’è il profumo dell’amore e della vita là dove ci dovrebbe essere l’odore di morte.

Il giardino richiama il giardino delle origini, l’Eden, il paradiso, il giardino delle origini è nel luogo dove fu crocifisso. Tant’è vero che la tradizione pone sotto il calvario la tomba di Adamo, cioè del primo uomo, di ogni uomo. Cioè, nel luogo della morte vien su ormai l’albero della vita, cioè dell’amore che vince la morte e fiorisce il giardino. E il giardino fiorisce proprio perché quel corpo entra negli abissi, negli inferi, nell’inferno e lo feconda con il suo sangue e il suo spirito. Il corpo è il seme gettato sotto terra che porta molto frutto. Questo giardino. L’uomo sogna sempre il giardino. Il giardino c’è, è il luogo dell’amore, tutto il Cantico dei Cantici è nel giardino. È il luogo incontaminato dell’unione e della bellezza, è quello il giardino, dove vediamo l’amore compiuto. Dove lo sposo incontra la sposa. E in questo giardino c’è un sepolcro che è questa cavità della madre terra; lì entra lo sposo e dorme in attesa del risveglio. Ormai questo sepolcro riceve lo sposo, e la memoria di morte diventa memoria di comunione e di vita. E questo sepolcro è nuovo. Gesù è il primo che entra. È nuovo com’è stata nuova la sua morte, il suo modo di vivere e di morire. Ha vissuto da figlio di Dio, come ogni uomo dovrebbe vivere, ci ha aperta la via del Figlio ed è nuovo come è vergine il grembo della madre che ha concepito il Figlio di Dio.

Vi benedico tutti e tutte

 

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