Sant’Agata

Cresciuta in una famiglia illustre e ricca, sentì presto il desiderio di donarsi totalmente a Cristo e a 15 anni ricevette dal vescovo il velo rosso portato dalle vergini consacrate, dedicandosi poi a varie attività all’interno della comunità cristiana. Nell’anno a cavallo tra il 250 e il 251 giunse a Catania il proconsole Quinziano per far rispettare l’editto imperiale che chiedeva ai cristiani l’abiura pubblica della loro fede. Costui, affascinato da Agata, le ordinò di adorare gli dei e al suo secco rifiuto la affidò per un mese alla cortigiana Afrodisia con lo scopo di corromperla. Fallito anche questo tentativo, avviò un processo di cui conosciamo i dialoghi tra lei e il suo accusatore. Tradotta in carcere fu sottoposta a tortura, le fu strappata la mammella, ma nella notte San Pietro la visitò risanandole le ferite. Allora Quinziano la fece porre nuda su cocci di vasi e carboni ardenti, ma un terremoto fece crollare l’edificio seppellendovi i carnefici. Sottoposta al supplizio dei carboni ardenti, secondo la tradizione, mentre il fuoco bruciava le sue carni, il velo che lei portava rimase intatto.
Felice giornata
Lascia un commento