Pace

La storia di un amico vero:
Il Poverello di Assisi non
si sottrae alla richiesta dell’amico,
ma la asseconda con gioia, stendendo sul re c t o della pergamena una preghiera di ringraziamento al Signore
intessuta con la ripetizione anaforica
dell’espressione «Tu sei» seguita da
appellativi di lode tratti dalle Scritture: «Tu sei…» sapienza, pazienza,
umiltà, bellezza, mansuetudine, speranza, letizia… La consolazione cheFrancesco desidera offrire a
Leone per rincuorarlo nella
sua tristezza sta tutta semplicemente nel condividere
con lui l’invocazione a Dio
e la gratitudine per la Sua
bontà. Poi, sul v e rs o della
Chartula, “conclude” la sua
orazione con una benedizione del compagno, anche
qui citando la Scrittura
(Numeri 6, 24-26): «“Ti benedica il Signore / e ti custodisca, / ti mostri la sua
faccia / e abbia misericordia
di te. / Rivolga a te il suo
volto / e ti dia pace”. / Il Signore benedica te, / o fratello Leone».
Leone, che morì quarantacinque anni dopo Francesco, portò per tutta la vita
con sé, cucito nel saio, vicino al cuore, quel piccolo
manoscritto, su cui il santo
aveva disegnato anche una
croce (tau). Gli otto secoli
trascorsi dalla sua realizzazione hanno impresso sulle
superfici le umanissime
tracce di un’assidua frequentazione, indizi lasciati
dai tanti che lo toccarono
dopo Leone. E che domandarono con le stesse parole
di quei due grandi amici
l’amicizia di Gesù.
Lascia un commento