Ciao

La difficoltà di esprimere i molteplici lutti spesso porta i migranti a isolarsi emotivamente e questo può generare depressione, ansia, disturbo post-traumatico. L’elaborazione è un percorso lungo e non sempre lineare, a cui si sommano la paura del fallimento, la perdita delle aspettative di fronte a un’accoglienza spesso ostile, la sensazione di essere sempre «altri», mai completamente a casa. La forza per rinascere e per progettarsi nella nuova società la trovano nel rapporto con gli altri, nell’essere stimati e riconosciuti come esseri umani. «Questo stare con un piede nel passato e uno nel presente, divisi tra un Paese e l’altro, genera un costante stato di lutto che non si elabora quasi mai del tutto. Questi giovani però sono resilienti. A volte ci sorprendono per la capacità che hanno di raccogliere tutte le energie e di metterle al loro stesso servizio, per progettarsi nella nuova società, trasformando il dolore in una nuova vita». Il lutto multiplo di migranti e rifugiati è una delle forme più profonde e complesse di perdita, spesso ignorato e minimizzato, là dove i cambiamenti sono radicali. Non si tratta tanto di sopravvivere al trauma quanto di sopravvivere nel trauma, mentre tutto intorno cambia.
Buona giornata
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