Serena giornata

Nel libro “Leggere Lolita a Teheran”, come nel film, la voce di Nafisi diventa così il racconto paradigmatico di ciò che avviene ogni qualvolta una dittatura decida di imporre la propria visione e il proprio sogno a popoli e Paesi interi; di piegarli al proprio sguardo e ai propri ideali privando tutti
di identità, cuore e comprendonio. Ma come resistere alle regole e alle imposizioni volte a puntellare la trasformazione imposta dal potere? Perché se manca l’aria, se pensare diventa pericolosissimo, se riflettere si sostanzia in un’azione mortale, cosa resta? Il carattere totalizzante della dottrina e l’ossessione di fondare su di essa la vita sociale producono infatti, come unico risultato, l’omologazione sistematica di ogni aspetto, dai costumi all’economia, dall’arte al pensiero. La libertà — ha scritto Ignazio Silone — «è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità». Che fare dunque quando, goccia dopo goccia, questa libertà viene irrimediabilmente sottratta? Dove trovare l’aria per andare avanti? Per rispettare se stessi?
Preghiamo perchè le donne irachene possano ritrovare la libertà di vivere da “donne libere”.
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