Cinguettio del pettirosso

Cinguettio del pettirosso

Buongiorno.

In  un tempo, come quello che stiamo vivendo, con questa pandemia Covid-19, che ha spezzato il ritmo della nostra quotidianità, sperimentiamo un tempo di crisi in cui l’esperienza della fatica, dell’incertezza, della precarietà fanno emergere in ognuno di noi ricchezze e potenzialità che non conoscevamo e nello stesso modo anche fragilità e insicurezza.

San Paolo ci viene in aiuto nella lettera ai Romani (8,18) in cui afferma: ”che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi”. Sono questi tempi che aiutano la nostra riflessione sulla vita, in maniera più profonda, e soprattutto ci fanno rivalutare in una nuova ottica gli affetti, l’impegno alla solidarietà, la giusta valutazione delle cose materiali e anche qualche domanda in più sul nostro rapporto con Dio.

Mi chiedo, guardandomi intorno, ma vi è ancora bisogno di speranza nel mondo?

Non sono pessimista, chi mi conosce sa’ bene che metto a frutto sempre il bicchiere mezzo pieno, ma ho l’impressione che la famosa frase di Plauto prima e poi del filosofo T. Hobbes “Homo homini lupus” (traduzione letterale l’uomo è un lupo per il suo simile) voglia prendere il sopravvento sulla natura stessa dell’umanità.

Mi chiedo come l’uomo (nella sua totalità), che scrive la sua storia personale mediante numerosi legami, contatti, situazioni, strutture sociali, che lo uniscono ad altri uomini possa farsi vincere dall’egoismo che è l’assolutizzazione di sé stesso? Adesso, più che mai, abbiamo bisogno di lasciarci guidare dalla nostra “umanità” che dice apertura all’altro, solidarietà, sano discernimento tra saggezza e azione (darsi da fare!), apertura al futuro e soprattutto “ascolto” positivo degli altri.

Nella Regola di San Benedetto chiede all’Abate del monastero di ascoltare i più giovani affermando: ”Spesso ad uno più giovane il Signore ispira un parere migliore”. Proprio perché essi sanno bene che non resteranno giovani per sempre e sembrano aver fretta di ottenere il massimo della loro giovinezza mettendo alla prova tutte le loro capacità.

Allora la speranza è quell’esercizio che ogni essere umano, nel suo cammino di vita, è capace di mettere a frutto con la sua fantasia, i propri sogni, insegnandoci a non tenere mai la testa bassa, ma affrontando le vulnerabilità rendendole potenzialità. Impegnarsi a vivere è già felicità.

Buona settimana. Vi e ti benedico.

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