Buon mercoledì santo

Nella prossima Veglia Pasquale la Chiesa ci farà riflettere dal racconto del diluvio ai tempi di Noè (Genesi, 6, 9 – 8, 22) che parla della distruzione dell’umanità e della messa in salvo di un’unica famiglia dalla quale emergerà una nuova umanità. Dio manda un messaggio per mitigare l’angoscia umana dinanzi al disastro vissuto: l’arcobaleno nel cielo è una testimonianza divina del fatto che in futuro non ci saranno altre distruzioni come quella che ha sommerso la faccia della terra (9, 9-17). Un altro testo con uno schema simile è Ezechiele, 37. Il popolo ebraico traumatizzato, esiliato a Babilonia dopo la distruzione delle sue case in Giudea e del Tempio di Gerusalemme, sente ormai prossima la fine della sua esistenza. In mezzo a
questa devastazione, Ezechiele ha la visione di una valle piena di scheletri. Dio gli rivela che le ossa rappresentano il popolo ebraico che
esclama: «La nostra speranza è svanita» (37, 11). Tuttavia, Dio predice che gli scheletri saranno di nuovo ricoperti di carne, arterie, vene e pelle, e che insufflerà in loro lo spirito di vita, di modo che possano tornare nella terra di Giuda. Il prospettato ritorno, di fatto, si verificò durante il regno dell’imperatore persiano Ciro intorno al 539 prima era comune.
Cominciamo a riflettere sulla “Veglie delle veglie” … serena giornata

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