Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Buongiorno e buona domenica della LETIZIA (4 di Quaresima)

 Giovanni 3,14-21: Domenica scorsa ci siamo lasciati con la domanda di come la nostra Fede/Luce illumina il buio del nostro cammino. Oggi facciamo un passo avanti! La domanda di oggi è in quale tipo di buio/notte ci troviamo? Quella di Giuda? Quella di Pietro?  (Su queste ragioneremo nella settimana santa!) Quella di Nicodemo? Ecco Nicodemo, un fariseo che è capace di non imparare solo a memoria la Legge, le sue norme e le sue applicazioni esteriori, ma è capace di RAGIONARE. Infatti ci viene detto il suo nome: Nicodemo. E nel Vangelo di Giovanni la sua presenza ritorna spesso, quasi a segnare tutto il percorso da cui emergono due atteggiamenti, da una parte il molto impegno e dall’altra l’esitazione/incertezza e incontra Gesù sempre di “notteperché amava Gesù solo a metà. Sappiamo che la notte simboleggia il regno del male, della menzogna, della ignoranza (cfr. 9,4; 11,10). Queste visite notturne, in maniera furtiva è perché c’è una paura: “per timore dei giudei” (19,18). Nicodemo ci dice che anche nella notte più buia possiamo riaccendere la nostra speranza per trovare la strada con quella LUCE che ci fa guardare, perché abbiamo scelto liberamente, di volgere il nostro sguardo verso quella croce/serpente. Ecco il nostro libero e concreto atto di “guardare colui che hanno trafitto”. Chiunque guarderà il serpente resterà in vita: “chiunque crede/abbia la vita”. E qui una nuova domanda: Qual è la motivazione per cui dovrei volgere lo sguardo verso coloro che hanno trafitto? Perché “tu hai creduto in quanto mi hai visto”, ciò che Gesù dice a Tommaso Gv 20,29. Nel v. 17 troviamo la motivazione di Dio: “perché il mondo si salvi per mezzo di lui”. Dio ci AMA per questo manda il Figlio … è un Amore concreto non più “immagine” come per Abramo che per amore di Dio è capace di donare il figlio Isacco. Quell’AMO’ è un verbo che in greco (ariosto) indica un supremo atto d’amore che si esprime nella concretezza. “da dare” viene così introdotta la proposizione consecutiva che ci sottolinea una realtà vera: “da dare realmente il suo Figlio unigenito”. Le nostre intenzioni, che escono dal cuore, le dovremmo ‘filtrare’ con i doni dello Spirito santo, e col nostro “sacrificio” perché non c’è Amore senza sacrificio. Faccio un esempio per noi cardiopatici è importante l’esame della creatinina che indica quanti millilitri di sangue vengono purificati in un minuto dai reni. Ecco che lo Spirito santo sono i nostri reni che ci dice quali sono le nostre intenzioni se sono buone o cattive, se camminiamo nel buio o nella luce, se siamo come i farisei che agiamo solo esteriormente o come Nicodemo facciamo la nostra esperienza con Dio per vivere nell’amore vero. Allora conclusione del messaggio di questa domenica: Il diavolo, viene a dirci che l’amore esclude il sacrificio … riprendendo l’esempio della creatinina significa che per avere cura di noi dobbiamo affrontare qualche sacrificio, uscendo dalla nostra notte cioè bevendo almeno 3 lt di acqua, facendo almeno 10mila passi al giorno, seguire una dieta alimentare giusta … questo significa “ama il prossimo e Dio … come te stesso”. Il diavolo vuole farci dimenticare che il vero amore è annullare sè stesso per fare spazio all’altro. E per vincere questa tentazione dobbiamo uscire dalla notte dell’ignoranza di Nicodemo perché solo quando saremo capaci di amare veramente ci sentiremo amati.

Santa domenica

 

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