Buongiorno

Gesù Cristo, «da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Corinzi, 8, 9). Queste parole vengono consegnate da san Paolo ai Corinzi all’interno di una lunga esortazione alla generosità verso i poveri della Chiesa di Gerusalemme (cfr. 1 Corinzi, 16, 1-4; Romani, 15, 15-27; Galati, 2, 10). In tale contesto la grazia del Signore (cfr. 2 Corinzi, 8, 9a) diventa il fondamento della larghezza che i Corinzi devono usare, larghezza che non viene comandata ma, appunto, suscitata [«per mettere alla prova la genuinità del vostro amore» (8, 8)] a partire dalla persona stessa di Gesù. Le parole di questo versetto sembrano la «trascrizione» del celebre inno di Filippesi, 2, 5-11, nel quale si celebra lo «svuotamento» (kenosis) di chi da Figlio di Dio si fa servo; in modo simile, in 2 Corinzi, 8, 9, il mistero della redenzione viene rappresentato come l’impoverirsi di Cristo che arricchisce. La ricchezza a cui Gesù rinuncia può essere intesa, appunto, come la grazia della sua «condizione di Figlio»
(Filippesi, 2, 6; cfr. anche Efesini, 3, 8; Ebre i , 5, 8 e 9) e, contestualmente, l’«impoverirsi» come allusione all’incarnazione o, meglio, alla passione, morte e risurrezione (cfr. Filippesi, 2, 8). In questi eventi si può vedere un atto di rinuncia o, anche, di generosità a fondo perduto (cfr. Romani, 8, 32; Galati, 2, 20) grazie alla quale la povertà abbracciata arricchisce i credenti [«voi» (2 Corinzi, 8, 9)]. Solo nell’ottica del mistero della redenzione e dell’amore a fondo perduto si può concepire il paradosso della povertà che arricchisce, che rende possibile l’essere figli (cfr. Filippesi, 2, 5). La generosità a cui vengono esortati i Corinzi verso i poveri è, quindi, un riflesso di questa originaria spoliazione del Signore, al punto che la colletta diventa una vera e propria azione liturgica [l e i t o u rg i a (2 Corinzi, 9, 12)], una celebrazione della grazia di Cristo e il fondamento della vita stessa degli apostoli e
dei credenti, anch’essi «poveri ma capaci di arricchire molti» (2 Corinzi, 6, 10).
Buona giornata
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