Per Bernardino il denaro non è incolore e inodore, al contrario reca in sé le tracce della propria origine e può rivelarsi rosso come il sangue del poveri e delle vedove rovinati da uomini senza scrupoli che vorrebbero anche essere senza memoria. Ma Bernardino, tanto a Siena come altrove, saliva sul pulpito proprio per costringere a ricordare, per suscitare dubbi, per guastare la festa delle vanità.
L’impianto del discorso di Bernardino prevedeva, dopo i primi cinque peccati, la trattazione di altri cinque a partire da quello di superfluità che impegna il francescano in un lungo discorso. Fa cadere in questo peccato la mole di cure richieste dalle vesti preziose custodite nei cofani e soggette a deperimento. Mentre le pertiche che le sostengono scricchiolano sotto il peso delle vesti e quando i cofani dentro i quali i begli abiti vengono stipati cigolano, ben altro sordo lamento emette il povero destinato a morire di freddo. Non basti a sistemare la coscienza dare in beneficienza qualche camicia o poche calze rotte. È lecito conservare per sé solo il necessario, «ma dal bisogno tuo in là debbi sovvenire il povero per amore di Dio». «Voliate usare quello che Idio v’ha dato con discrezione; serba quello che bisogna a te e a’ tuo’ figiuoli, e l’avanzo da’ al bisognoso».
Domani continua …
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