“Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; volgiti a me nella tua grande tenerezza”. (Salmo 68,17)

Quando la “tenerezza” vive nel cuore!
Ecco che la “tenerezza” ci riporta a recuperare quel buon seme che dovremmo seminare a mani larghe come il seminatore del Vangelo, seminare dovunque non per distrazione, ma per amore all’umanità e ai suoi valori fondamentali. La tenerezza è l’arte di dare e di chiedere amore, è qualcosa di gratuito, di non necessario. Un gesto di tenerezza a volte è più nutriente di un pezzo di pane: il lavavetri al semaforo si scalda il cuore più col nostro sorriso e nostro ‘buongiorno’, che con un euro che gli mettiamo in mano. La tenerezza è sentire di essere voluti bene. La tenerezza è accorgersi dell’altro. La tenerezza è riconoscere il valore dell’altro e andare oltre le apparenze. La tenerezza è iscritta nel nostro DNA. La tenerezza è il passaggio dall’età infantile della dipendenza ad una condizione di autonomia. La tenerezza è la volontà di rifiutare la chiusura, il ripiegamento su sè stessi, è forma di amore che viglia, ascolta e attende con amorosa pazienza il rivelarsi dell’altro. La tenerezza è prenderci cura dell’altro chiunque esso sia. La tenerezza è come un tessuto costellato di tante fibre: delicatezza, vicinanza, amorevolezza, sollecitudine, accoglienza, stupore, disarmo. Senza la tenerezza non esiste amore pieno e pienamente umano.
Oggi esprimi la tua TENEREZZA …
Lascia un commento