Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Una santa domenica della Gioia

Gaudéte in Dómino semper

“Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino”(Fil 4,4.5). L’antifona d’ingresso della III domenica di Avvento dà il nome e il tono alla penultima tappa festiva di questo tempo forte, detta appunto domenica gaudete, dove il colore viola del cammino di conversione – fatto di buio e di luce, di aridità e di gioie, di cadute e di risurrezioni – colpito dalla luce del Natale ormai vicino, trascolora nel rosaceo.

“Il Signore, quando lo interrogarono sulla sua identità, dimostrò di essere lui non con le parole, ma coi fatti (cfr Mt 11, 4-6). Ma questi esempi della testimonianza del Signore sono ancora poco: pienezza della fede è la croce del Signore, la sua morte, la sua sepoltura. Perciò alle parole suddette aggiunge: “Beato colui che non si scandalizza di me” (v. 6). La croce potrebbe essere uno scandalo anche per gli eletti, ma per quanto riguarda la Persona divina non può esistere testimonianza più valida di questa, nulla vi è che trascenda le cose mane quanto il volontario sacrificio di tutto se stesso, e di sé solo, per la salvezza del mondo: con questo unico atto egli dimostra pienamente di essere il Signore”. (da Commento sul vangelo di Luca, Lib. V, di Sant’Ambrogio, vescovo)

Noi e il Battista, l’uomo-profeta, abbiamo la stessa missione da compiere. Il “mandato” che il Signore Gesù ha affidato al suo “precursore” è lo stesso che ci ha consegnato nel giorno del nostro battesimo, ma soprattutto in quello della cresima, quando ci ha donato lo Spirito Santo che ci ha reso “cristiani adulti” e, cioè suoi testimoni sempre e dovunque . In cosa consiste questo compito? Fare conoscere, a tutti, il Messia, affinché la gioia del Vangelo riempia il cuore e la vita di ogni uomo. Ha affermato papa Francesco: “Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore e dall’isolamento” (Evangelii gaudium n. 1).

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