Dopo la pausa domenicale, piena di gioia per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo I°, eccomi a continuare a riflettere sul servizio della Polizia Penitenziaria.

Intanto raccogliamo i semi dei girasoli.
Grazie perché, con il vostro servizio, diventate giorno dopo giorno tessitori di giustizia e di speranza. Siete così chiamati a essere ponti tra il carcere e la società civile: col vostro servizio, esercitando una retta compassione, potete scavalcare le paure reciproche e il dramma dell’indifferenza. Grazie. Una delle tentazioni più grandi è quella di demotivarvi, pur fra le tensioni che possono crearsi negli istituti di detenzione. Nel vostro lavoro è di grande aiuto tutto ciò che vi fa sentire coesi: anzitutto il sostegno delle vostre famiglie, che vi sono vicine nelle fatiche. E poi l’incoraggiamento reciproco, la condivisione tra colleghi, che permettono di affrontare insieme le difficoltà e aiutano a far fronte alle insufficienze. Tra queste penso, in particolare, al problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari – è un problema grave -, che accresce in tutti un senso di debolezza se non di sfinimento. Quando le forze diminuiscono la sfiducia aumenta. È essenziale garantire condizioni di vita decorose, altrimenti le carceri diventano polveriere di rabbia, anziché luoghi di ricupero. (papa Francesco).
Buona settimana.
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