Nell’anniversario della morte del grande card. Carlo Maria Maria Martini, continuiamo la nostra riflessione sulle carceri. Sin dall’inizio del suo ministero pastorale a Milano ha avuto un’attenzione particolare per le “carceri” nella sua totalità.

si sbaglia ma non si deve restare “sbagliati”
Una giustizia, quella delineata, che sappia ricucire i rapporti piuttosto che reciderli, promuovere il consenso ai valori della convivenza civile, portare in sé il segno di ciò che è altro rispetto al male commesso, aprendosi a una nozione non banale di perdono. Nella sua Visita Pastorale fatta nel carcere per quattro giorni in un incontro ebbe a dire: “Io sono importante, sono figlio di Dio, figlia di Dio, ho diritto al rispetto, all’amore, all’aiuto, alla solidarietà come tutti gli altri uomini e donne della terra”. Ad un certo punto entrò dalla finestra una colomba bianca. C’era un silenzio assoluto perché tutti ascoltavano Martini. Videro la colomba e ci fu un applauso fragoroso.
Qui una domanda per tutti: Come io posso far nascere del bene anche da situazioni sbagliate? Quale bene posso seminare in una terra arida qual è quella del nostro mondo? Perché anche nella terra più arida, nel deserto si possono seminare dei fiori. Chiediamo allora al Signore, gli uni per gli altri, che ci aiuti a seminare fiori nella nostra terra.
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