Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

L’atto più atroce di un essere umano è quello di far qualsiasi “male” ad un altro essere umano.

Questi sono i “Caini” e gli “Erodi” del nostro tempo. 

Ieri in Tribunale penale … la fatica della VERITA’! Quando la ‘cattiveria‘ umana si accanisce diventa diabolica. E al diavolo si risponde con la Parola di Dio. “Il Signore è il mio pastore …”

Tenendo lo sguardo sulle guerre in atto … penso non dobbiamo perdere di vista l’orizzonte della nostra vita e del nostro cammino di santità … siamo in Quaresima … una Quaresima fatta anche di una “guerra a pezzi!”, ma l’affrontiamo senza paura … e  in questa settimana già avanzata, siamo chiamati a rispondere alle “tentazioni”  che la liturgia quaresimale ci ha presentato …

Pregare nel momento della prova

Il verbo “pregare” ricorre in Luca ben 35 volte, (19 volte nel Vangelo e 16 volte negli Atti): più di tutti gli scritti nel NT. In Luca 22,39-46 “Pregate, per non entrare in tentazione”, “In preda all’angoscia, pregava più intensamente”, “rialzatosi dalla preghiera”, “Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione”. In questi pochi versetti ci vengono presentate due esortazioni di Gesù  e la sua preghiera personale. E poi il tema dominante della “tentazione” ripetuto per ben due volte. La tentazione non è la spinta a far il male, ma qualcosa di più sottile è la tentazione di fuggire dalle proprie responsabilità, la paura di decidersi, la paura di guardare in faccia la realtà che esige una decisione personale; è la paura di affrontare i problemi della vita, della comunità, della nostra società. La tentazione è fuggire dal reale, chiudere gli occhi e far finta di non essere coinvolti: è la tentazione della pigrizia. E’ l’atteggiamento degli apostoli in questo episodio: dormono per la tristezza, dormono per non vedere.

Proviamo a pensarci un po’ … siamo all’inizio di una riflessione che porteremo avanti per qualche giorno … allora capita anche a me quando sono triste, quando sento il peso della vita rifugiarmi “sul divano della pigrizia” come dice Papa Francesco? I giovani, quindi, non devono trascorre la vita sul “divano”, andando precocemente “in pensione”, ma devono ripudiare la passività e la mediocrità. Andare avanti senza dimenticare che la “vita è un continuo dialogo”, che necessita di un confronto con la famiglia, gli amici, gli educatori.  

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