
Oggi la Chiesa ricorda i santi martiri Innocenti … tutti i bambini, bambine, fanciulle e fanciulli, ragazzi e ragazze “violati” a tutti i livelli: fisicamente, psicologicamente, sentimentalmente, intellettualmente … violando la loro normale crescita di vita.
Perché tanti morti innocenti? Massacro, collera e assassinio, grido di sofferenza e lacrime, ingiustizia, violenze, abusi, gesti inumani … i Caino continuano ad uccidere Abele. Ma perché?
Un’insidia che porta alla “tragica morte” dell’innocenza della vita. Un’insidia terribile perché risultato di una mescolanza di superbia e accidia, di lussuria ed ira, di gola ed invidia, di avarizia. Un’insidia sentimento antico di chi “irritato e col volto abbattuto” non è capace di dominarlo perché si è lasciato vincere da quell’insieme di “vizi capitali” fino ad uccidere il fratello (E’ la storia antica di Caino. Genesi 4,3-8), perché non ha voluto far spazio al vero Amore, ma solo al proprio egoismo. “Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?” L’ irritazione cuoce il sentimento prima dal di dentro, nell’anima e, poi anche nel corpo: “il suo volto era abbattuto”. È quel rodersi il fegato, sempre ossessionato che porta Caino nel mare dell’amarezza per cui con l’irrefrenabile risentimento uccide il fratello.
Anche Erode, incatenato nel carcere delle sue paure, ha il volto irriconoscibile come uno che non conosce cosa sia il sorriso o la serenità, ma sprofondato in tenebrosi pensieri di morte è “scuro di volto”. Tutto lo irritava, è un esasperato, vede intrighi e tradimenti intorno a sé. Anche per lui era “notte” buia – come per Giuda nella notte senza fine del tradimento – dove l’alba non esiste più, non è più una speranza o una realtà. Attanagliato da quella paura senza scrupoli ordina l’orrore più terribile che un essere umano possa fare arrogandosi terribilmente il diritto di morte: l’orribile brutale eccidio di innocenti. Erode si è lascito vincere dall’insidia del potere in odio alla Sapienza e alla Verità. Chi rifiuta l’amore viene vinto dalla morte. Il risultato crudele dell’infelice scelta del tiranno fa innalzare: ”Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più” (Matteo 2,18). Il profeta Geremia (31,15) vede in Rachele il simbolo di tutte le madri dei piccoli innocenti uccisi da Erode, capovolgendo la vicenda della Genesi e introducendo così un’altra esperienza familiare tragica, quella dei genitori che vedono morire i figli prima di loro. Un pianto di lacrime amare di disperazione, quasi un dolore proporzionale all’amore. Intanto c’è una famiglia che fugge in quanto l’Erode persecutore a causa delle tenebre del suo peccato ha scatenato questa strage a cui fa eco un grido che ricorda la speranza di Dio che brucia lentamente sotto la cenere.
Quanti Erodi ancora in mezzo a noi?
Noi “combatteremo” tutti questi violentatori, pedofili, plagiatori, approfittatori delle fragilità … con l’atteggiamento di Dio : “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! … ramingo e fuggiasco sarai sulla terra … Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato” (Genesi 4,10-16).
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