Pace e Bene

L’uomo non compie forse un servizio militare sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario? Come lo schiavo sospira l’o m b r a e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono toccati mesi d’illusione e notti di affanno mi sono state assegnate. (Giobbe, 7,1-3)
Parole disincantate nel ritrarre il duro mestiere di vivere: il ripetitivo lavoro quotidiano, paragonato al servizio militare; la condizione esistenziale di chi, come uno schiavo, anela al salario minimo per potersi mantenere in vita oggi. In attesa di quella quiete che pare non arrivare mai. L’esistenza somiglia ai «giorni del servizio militare, in attesa dell’ora del cambio» (Giobbe, 14,14). E neppure di notte va meglio. È «come se l’uomo stesse ereditando una a una le rate di un mese, per trovare alla fine che sono trascorse invano. Un’esistenza senza senso, l’assurdo di essere uomo» (L. Alonso Schökel). Non sempre è così. Ma oggi restiamo in questo orizzonte, accogliendo queste lucide parole, in solidarietà con quanti faticano a vivere.
Serenità
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