Pace e Bene

Gesù non chiede di rigettare dei legami né di diventare anaffettivi: l’uomo è stato creato come un essere che ha passione e (dovrebbe avere) com-passione. Gesù stesso si commuove, di fronte a Gerusalemme (Lc 19,41) o alla morte dell’amico Lazzaro (cf. Gv 11,35.38).
Nel nostro quotidiano possiamo riconoscere la sua presenza, il suo “di più” che è fuoco che sostiene ogni nostro bene, che dona senso e sapidità a ogni legame, che “ordina” in noi gli affetti.
Per accogliere l’altro occorre allora, prima, accogliere noi stessi, far pace con le parti che ci sono estranee così come con quelle che riteniamo più o meno “giuste”. Per accogliere l’altro e noi stessi è bene farsi piccoli, “perdere”: così potremo creare quello spazio in cui la vita può essere irrorata da acqua fresca, dall’acqua fresca che “per causa sua” sempre ci è donata come ricompensa. Perché la vera ricompensa è la presenza del Signore Gesù.
Santa domenica
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