Pace e Bene

Il Vangelo della VI Domenica di Pasqua (Giovanni, 14, 15-21)
Il Vangelo di domenica prossima mette a dura prova molti dei nostri convincimenti riguardo alla fede, sì perché uno può anche sforzarsi, applicarsi, impegnarsi, e dopo questa formazione, pur anche dopo aver superato un milione di dubbi alla fine si può anche credere in Dio. Ma dentro a questa convinzione, anche del più convinto dei convinti, rimane una piccola screziatura: Perché non si fa vivo? Perché non lo vedo?Perché non mi si para davanti e stringendomi la mano non mi dice: «Piacere di conoscerla sono Dio, in cielo, in terra e in ogni luogo». Ma siamo
disposti a sostenere la tesi che Dio c’è, ma non lo vediamo, e non vedendolo noi non possiamo nemmeno proporlo al mondo? Qualche teologo e catechista ci rimprovererebbero affermando: «Ma se vi ha mandato Gesù, suo figlio». Sì, ma… c’è da credergli?… perché non è venuto Lui, il Padre? Se Dio lo vedessimo come vediamo il panettiere, il vigile, il barman che ci serve il cappuccino tutte le mattine non saremmo veramente liberi. Il nostro desiderio infinito di felicità trova la sua strada nel regalo più grande che abbiamo ricevuto e cioè la visita del figlio di Dio, il quale si
è presentato in carne ed ossa e si è proprio presentato così: «Sono Gesù figlio di Dio». Ci ha presi per mano, eppure, anche allora, quanti dubbi! Quando non c’è è perché non c’è, quando c’è sì c’è, ma c’è da fidarsi?
Tante domande … tanti perchè … questo è il cammino della Fede: «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1 Pt 3,15)
Serena rifelssione …
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