Pace e Bene

Tutto è un soffio. Ho preso in odio la vita, perché è un male per me ciò che si fa sotto il sole: tutto è un soffio e un correre dietro al vento (Qoelet, 2, 17)
L’ anziano sapiente Qoelet usa spesso la parola hebel, «soffio» (solitamente resa in italiano con «vanità»), addirittura «soffio di soffi», a indicare come la vita sia precaria, impermanente, talvolta ai limiti del non-senso. Qui addirittura scrive che è un soffio tutto ciò che si fa sotto il sole. Il che provoca un odio verso il vano affaticarsi, motivato anche da una constatazione: «[…] tanto dovrò lasciare tutto a uno che verrà dopo di me; e chi sa se sarà sapiente o stupido?» (Qoelet, 2, 18-19). O ancora: «Per chi mi affatico? […] Anche questo è un soffio» (Qoelet, 4, 8). Sentimenti umani da non liquidare stoltamente come pessimismo. A un certo punto della vita si comprende che lavorare, lavorare, lavorare non basta; occorre tessere una trama di affetti che dia senso anche all’affaticarsi. D’altra parte, resta vero che ogni fatica, anzi che «tutto vale la pena, se l’anima non è piccola».
Santa domenica
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