Cinguettio del Pettirosso

Cinguettio del Pettirosso

Giornata piena … 

ma piano piano … si riesce in tutto … 

Una favoletta: “Due alpinisti si arrampicavano su una strada impervia, mentre li flagellava un vento gelido. La tormenta stava per scatenarsi. Raffiche turbinanti di schegge di ghiaccio sibilavano fra le rocce. I due uomini procedevano a fatica. Sapevano molto bene che se non avessero raggiunto in tempo il rifugio sarebbero periti nella tempesta di neve. Mentre, con il cuore in gola per l’ansia e gli occhi quasi accecati dal nevischio, costeggiavano l’orlo di un abisso, udirono un gemito. Un pover’uomo era caduto nella voragine e, incapace di muoversi, invocava soccorso. Uno dei due disse: “È il destino. Quell’uomo è condannato a morte. Acceleriamo il passo o faremo la sua fine.” E si affrettò tutto curvo in avanti per opporsi alla forza del vento. Il secondo invece si impietosì e cominciò a scendere per le pendici scoscese. Trovò il ferito, se lo caricò sulle spalle e risalì affannosamente sulla mulattiera. Imbruniva. Il sentiero era sempre più oscuro. L’alpinista che portava il ferito sulle spalle era sudato e sfinito, quando vide apparire le luci del rifugio. Incoraggiò il ferito a resistere, ma all’improvviso inciampò in qualcosa steso di traverso sul sentiero. Guardò e non poté reprimere l’orrore: ai suoi piedi era steso il corpo del suo compagno di viaggio. Il freddo lo aveva ucciso. Lui era sfuggito alla stessa sorte solo perché si era affaticato a portare sulle spalle il poveretto che aveva salvato nel burrone. Il suo corpo e lo sforzo avevano mantenuto il calore sufficiente, per salvargli la vita”. Amare significa caricarsi l’altro sulle proprie spalle! (Non dimentichiamoci mai della parabola del buon samaritano: ecco chi è il nostro prossimo da amare! Luca 10,25-37).

 

Lascia un commento