Pace e Bene

“Che cosa posso sperare?”. La filosofia ci racconta che chi agisce moralmente bene, cioè secondo il dovere, ha il diritto di sperare nel “sommo bene”, nell’unione tra virtù e felicità. Questa speranza si fonda su tre postulati pratici, ovvero su verità non dimostrabili ma necessarie per operare moralmente: l’esistenza di Dio, la libertà dell’anima e l’immortalità. “Perché essere morali” se Dio non c’è, e se il bene fatto svanisce perché termina la vita? Il Catechismo della Chiesa Cattolica sintetizza bene il nesso che c’è tra desiderio, speranza e felicità: “La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità” (1817). Il cristiano spera di raggiungere tutti i beni più folli che il cuore umano desidera: la visione e la conoscenza diretta di Dio come Amore incondizionato e Sapienza piena di premure nei nostri confronti, la comunione senza fine con le persone che amiamo, la gioia perfetta nell’eternità di una vita tutta divina, che già qui sulla terra impariamo a sperimentare in una crescita continua di luce e di conoscenza.
Buona settimana
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